Luciano Benetton e la sua immagine del mondo in ‘Imago Mundi’

 

La Fondazione Querini Stampalia, Venezia, fino al 27 ottobre, propone l’immagine del mondo di Luciano Benetton, nel progetto intitolato per l’appunto ‘Imago Mundi’. Si tratta di una mostra itinerante che rispecchia perfettamente lo spirito della nota azienda italiana, famosa non solo per i suoi prodotti ma anche per il suo stile comunicativo che ha portato il Gruppo Benetton oggi presente in circa 120 Paesi del mondo. L’evento mira a rendere pubblica una parte della collezione del ‘contemporaneo mecenate’, il quale partendo dalla sua inclinazione per la conoscenza, i viaggi, ha iniziato qualche anno fa una raccolta di piccoli dipinti, grandi quanto una cartolina postale, rigorosamente di dimensioni 10 x 12 cm, provenienti da tutto il mondo, ovvero da tutti quei Paesi dove Benetton ha viaggiato e da cui è rimasto colpito in particolar modo dalla loro cultura aborigena. Stati Uniti, Giappone, India, Corea del Sud, Australia,America Latina, Est Europa, Russia, Cina, Mongolia, “Quello che non si riesce a fare nel mondo economico, finanziario, politico, io penso che si possa fare attraverso l’arte. Ad esempio la Cina non parla col Tibet però attraverso l’arte io penso che invece sia possibile”, afferma l’incuriosito imprenditore trevigiano.

La collezione oggi conta circa 2000 opere e si sviluppa quindi dal desiderio di conoscere, comunicare e soprattutto far comunicare tra loro diverse culture, la strategia di Benetton è: appoggiandosi al consiglio di esperti d’arte, individuare artisti del luogo in cui di volta in volta si trova, soprattutto artisti emergenti, e commissionare loro un’opera per la sua raccolta, in cambio offre agli artisti la realizzazione di mostre che contribuiscono alla divulgazione del loro genio.  

Come princìpio del suo progetto Benetton racconta “Penso all’impresa di Linneo che intraprese la classificazione delle piante, dando loro un nome latino che è uguale in tutti i Paesi del mondo. Linneo non ha fatto l’inventario dei fiori più belli, ma di tutti i fiori. Io vorrei fare lo stesso. Sono partito da questo concetto, penso ad un inventario.

Le opere in esposizione sono raggruppate in base alla nazionalità ed accolte in teche a forma di libro ideate dall’architetto Tobia Scarpa. “Ci saranno sempre nuovi artisti, è un ‘gioco’ molto divertente che può non finire mai”, auspica Luciano Benetton.  

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