Mario Sironi ‘ricostruito’ attraverso i dettagli della sua arte

I Musei Civici di Padova, fino al 24 novembre, danno voce ad uno degli artisti più comunicativi e poliedrici del Novecento, Mario Sironi, il risultato è una testimonianza preziosa e corposa che tocca tutti gli aspetti dell’arte di Sironi. La mostra prende spunto da una recente donazione di due significative opere su carta da parte di Andrea Sironi Straubward, unico discendente diretto del maestro, all’istituzione museale padovana: un disegno ispirato alla “Resurrezione della Cappella degli Scovegni” di Giotto, ed un bozzetto per l’affresco della parete maggiore di Palazzo Liviano. Due opere che, seppur in modo differente, hanno avuto a che fare con Padova e che rappresentano due degli aspetti peculiari di Sironi: la sua passione ed attività nell’architettura, nella scenografia, nella pittura murale, nella realizzazione di opere monumentali e celebrative.

La mostra agli Ermitari ha difatti un primario merito, quello di rendere noto anzitutto il cospicuo materiale grafico lasciato dall’artista. Attorno alle due opere su carta, fulcro della mostra, si riuniscono due gruppi di opere grafiche. Il primo nucleo risulta quasi inedito ed illustra con molta curiosità quasi la totalità degli studi dell’artista tratti da pitture, sculture, architetture antiche, tra l’altro esposte accanto all’affresco, Sironi fu difatti un disegnatore appassionato che come solo pochissimi altri artisti ha realizzato un numerosissimo corpus di opere su carta. Il secondo nucleo è costituito, invece, dagli studi legati all’attività per gli affreschi.

L’esposizione padovana, a cura di Virginia Baredel, Fabio Benzi, ndrea Sironi Straubward, è dunque un importante tassello per la conoscenza dell’autorevole Mario Sironi e della sua ‘poetica’, del suo ‘Studio dell’Antico’.

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