“Medusa tra luce ed emozione”

La Pinacoteca Civica di Ancona, in occasione dell’inaugurazione dei suoi spazi rinnovati, ospita il Busto di Medusa di Gianlorenzo Bernini, custodito dal 1731 ai Musei Capitolini di Roma. La mostra “Medusa tra luce ed emozione” è visitabile fino al 28 aprile e si propone come un percorso multisensoriale composto da un nuovo sistema di illuminazione, suoni e profumi che rievocano in modo quasi teatrale le atmosfere del barocco e dell’affascinante storia di Medusa, nonché della relazione d’amore tra il Bernini e a nobildonna Costanza Piccolomini Bonarelli, le cui sembianze, secondo alcuni critici, furono riprodotte dal Bernini nel volto della sua Medusa.

Volgiti indietro e tien lo viso chiuso, che se Gorgon si mostra e tu il vedessi, nulla sarebbe del tornar mai suso”, scriveva Dante di Medusa, personaggio appartenente alla mitologia greca, che fin al VII secolo a.C era già diventato uno dei soggetti preferiti della pittura, della scultura, della letteratura.

Medusa (“Astuta”) era una donna mortale, una delle tre Gorgoni (“Le Sinistre”), insieme alle sue due sorelle Steno ed Euriale. Secondo il mito, Poseidone essendosi invaghito di Medusa la rapì e la sedusse in un tempio consacrato ad Atena. La dea dell’intelligenza indispettita dall’affronto inflisse alla Gorgone una terribile punizione: mutò i suoi denti in zanne, la sua bella capigliatura in un groviglio di vipere, mentre il suo sguardo lo rese capace di pietrificare ogni creatura vivente lo incrociasse. Condannata alla solitudine, Medusa, morì decapitata per mano di Perseo, anche se la mortifera testa conservò la capacità di pietrificare chiunque la guardasse e così aiutò Perseo nelle sue successive avventure.

L’esposizione del Busto di Medusa del Bernini ad Ancona è resa possibile da uno scambio tra la Pinacoteca Civica di Ancona ed i Musei Capitolini di Roma. Il Busto di Medusa è uno straordinario marmo bianco di Carrara, già usato dal Bernini nel gruppo di ‘Apollo e Dafne’. Il capolavoro è stato scolpito da un blocco unico, un marmo dal quale Bernini ha raffigurato la Gorgone punita da Atena nel momento in cui non era stata ancora trasformata completamente in un orribile mosto, infatti il Busto di Medusa, alto 50 cm, ha sulla nuca capelli abbaglianti, non ancora trasformati in serpi, mentre sulla fronte inizia la metamorfosi in un groviglio di vipere, motivo per il quale l’espressione della Gorgone-Medusa è tra il mostruoso e l’impaurito. Quella del Bernini è un’originalissima interpretazione del mito che non ha precedenti, ma solo tante versioni della Medusa riproposte nel corso del tempo ad esempio da Rubens, Cellini, Caravaggio, Bocklin.

Tags:

Leave a Comment

Tempo esaurito. Ricarica il codice!