“MeMus-Terrae Motus”, un viaggio tra opere contemporanee e spazi antichi

La Soprintendenza di Caserta e Benevento in collaborazione con il MeMus, Museo e Archivio storico del Teatro di San Carlo, presenta la collezione Terrae Motus con un nuovo allestimento negli Appartamenti storici della Reggia di Caserta, la mostra è fruibile fino al 3 giugno.

Nel 1980 l’evento catastrofico che segnò l’Irpinia portò Lucio Amelio, gallerista napoletano di notorietà internazionale ed amico di molti artisti contemporanei, all’idea di creare un cantiere sul tema del terremoto “Ebbi l’idea che l’arte c’entrava in qualche modo. Si doveva rispondere all’evento catastrofico. C’era dell’energia nell’arte, tanta energia da potersi contrapporre a quella scatenata dalla terra”, scriveva Amelio. Nel 1980 arrivavano a Napoli artisti da ogni parte del mondo, affermati e giovani emergenti e ciascuno realizzò un’opera espressione di quei giorni. La Collezione Terrae Motus raccoglie così opere degli artisti coinvolti da Amelio, esposta nel 1984 ad Ercolano, nel 1987 a Parigi, dal 1992 fu legata per volontà del gallerista napoletano attraverso un lascito testamentario alla Reggia di Caserta.

Oggi la mostra “MeMus-Terrae Motus”, nuovo progetto artistico, intende valorizzare la storica collezione di Lucio Amelio, alle importanti opere di artisti quali Beuys, Barcelo, Cragg, Haring, Paolini, Ontani, Paladino, Mapplethorpe, Kounellis, Kiefer, Raushenberg si affiancano preziosi manufatti realizzati per il San Carlo e raccolti da MeMus come costumi, bozzetti, elementi di scenografie, foto come le fotografie di scena di Luciano Romano, artista napoletano testimone prezioso delle produzioni del San Carlo, oltre ad una selezione di immagini video tratte da Elektra, Die Walkure e Tancredi realizzate da Studio Azzurro.

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