“Modigliani, Soutine e gli artisti maledetti”

Palazzo Reale di Milano ospita, fino all’8 settembre, una mostra che si presenta come una triplice occasione: un omaggio all’arte dei cosiddetti ‘artisti maledetti’, la possibilità di rivivere Montparnasse, quartiere parigino permeato agli inizi del ‘900 di atmosfera bohemien; approfondire la conoscenza di Jonas Netter, mercante ebreo riconoscitore di talenti, appassionato d’arte, cui si deve la scoperta di alcuni dei più grandi artisti dei primi del XX secolo e il sostegno del gruppo dei ‘maledetti’ nella cui arte disprezzata da tutti ebbe il coraggio, la lucidità e la lungimiranza di credere. “Modigliani, Soutine e gli artisti maledetti” espone al pubblico infatti dopo oltre settant’anni, le opere della ricchissima collezione Netter, circa 122 tele di artisti come Modigliani, scoperto dallo stesso Netter, Utrillo artista dal quale Netter diede avvio alla creazione della collezione, Soutine, Kisling, Valadon, Antcher, Derain e altri.

Ciò che accomuna molti degli artisti della collezione ora in mostra a Milano, è il quartiere parigino dove vissero e dipinsero, del quale attraverso le loro opere se ne respirano affascinanti atmosfere, oltre che quella sorte di incomprensione che li portò ad essere apprezzati solo dopo, molti addirittura postumi come accadde a Modigliani, il pittore dalla peculiare ritrattistica di volti e colli allungati, chiaro riferimento al primitivismo delle sculture africane e polinesiane da lui particolarmente apprezzate.

Questi spiriti tormentati si esprimono in una pittura che si nutre di disperazione in definitiva, la loro arte è assolutamente originale. È a Parigi che tutti hanno trovato i mezzi espressivi che meglio traducevano la visione, la sensualità e i sogni propri a ciascuno di loro”, racconta Marc Restellini, curatore della mostra.

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