Multietnica Frieze Art Fair

Ormai è divenuto un appuntamento imperdibile per gli appassionati e i cultori dell’arte contemporanea. L’evento si è tenuto a Londra dal 14 al 17 ottobre, in contemporanea con ArtVerona. Essendo una fiera commerciale, la Frieze Art Fair non ha propriamente l’attrattiva delle imponenti rassegne (quali le biennali) ma rappresenta comunque un’occasione per ammirare tendenze, artisti e movimenti nuovi. Ben 137 le gallerie presenti alla rassegna londinese, spaziando molto e in profondità vista la provenienza degli artisti da varie parti del mondo. L’artista cosmopolita Simon Fujiwara ha presentato per l’occasione Frozen, un ingegnoso site-specific che vede l’artefatto rinvenimento di reperti archeologici al di sotto del pavimento della mostra. La sua creatività è stata apprezzata al tal punto da ricevere in premio il Cartier Award, aggiudicatogli da uno dei facoltosi partners commerciali della fiera. L’evento è stato arricchito da molti incontri e dibattiti, i quali lo hanno caratterizzato proprio per lo scambio multiculturale. A prendere parte alle interessantissime discussioni monografiche sono stati soprattutto Ramin Bahrani, noto con l’epiteto “neo-neorealista” (passaporto statunitense ma origini indubbiamente iraniane), e il turco Amar Kanwar. Importante è anche la dissertazione attinente all’arte come linguaggio adoperato nell’attivismo politico. Fra i tanti partecipanti si ricorda Galit Eliat, direttore del Centro Israeliano per l’Arte Digitale di Holon. Tanti anche i lavori divertenti e singolari, come il “live game show” una sorta di reality show in ‘arte e ossa’ realizzato da Spartacus Chetwynd. Infine, la poesia prende letteralmente forma con Ei Akarawa e Karl Holmqvist.

Leave a Comment

Tempo esaurito. Ricarica il codice!