Nasce il Museo delle Migrazioni a Lampedusa

Le isole Pelagie, Lampedusa e Linosa, da sempre svolgono un ruolo fondamentale, rappresentano il cuore del Mediterraneo grazie alla loro posizione geografica che le rende ‘isole ponte’, il primo approdo di terraferma per esseri umani e animali migranti. Così le Pelagie non sono soltanto barconi, emergenze, ma portano in sé un grosso bagaglio di storia fatto di personaggi, tracce di memorie. Per farlo capire a tutti, da molti anni, in particolar modo per Lampedusa, sono istituiti parecchi piani per promuovere il suo rilancio, dai gruppi alle istituzioni sostenitrici, ai vari progetti culturali come ad esempio ‘O scià, la rassegna musicale organizzata dal cantautore romano Claudio Baglioni che ogni anno a fine estate accende i riflettori sull’isola attirando una considerevole attenzione.

“Un punto di incontro al centro del Mediterraneo che testimonia il passaggio di esseri umani e animali, di culture, di storie in una realtà di mezzo come Lampedusa”, è con questa intenzione che i membri dell’associazione Askavusa (insieme ad un’ampia rete di altre associazioni come Archivio memorie migranti, Legambiente, Rete dei Comuni solidali, Associazione studi giuridici sull’immigrazione, Arci e Limen, e con il riconoscimento e l’adesione dell’Amministrazione Comunale che ne ha ufficializzato la costruzione) hanno deciso di dar vita al Museo delle Migrazioni.

Il Museo nasce quasi spontaneamente ed è un luogo che racconta alle contemporanee e future generazioni la storia del Mediterraneo e delle sue genti, il progetto si sviluppa attraverso un processo di perlustrazione delle barche con cui i migranti sono approdati sull’isola, il risultato della catalogazione ha dato vita al Museo, uno spazio che vanta l’esposizione permanente degli oggetti pervenuti, vestiti, libri, foto, scarpe, lettere, utensili, legni di barche recuperati sulle spiagge lampedusane. Uno spazio dove gli oggetti sono mostrati su mensole ricavate dagli stessi legni delle imbarcazioni appartenute ai migranti o presentati sulle pareti sotto “mutate spoglie”. Infatti il progetto vuole svilupparsi con il coinvolgimento degli artisti locali, nazionali ed internazionali che con la loro personale interpretazione daranno vita ad opere d’arte, istallazioni, utilizzando e manipolando i reperti stessi.

Il Museo delle Migrazioni è un luogo destinato ad allestimenti periodici, attualmente si sta cercando uno spazio più ampio nel quale ospitare l’intera collezione che include anche tre barche di migranti la cui prelevazione è stata recentemente autorizzata dal Ministero.

Lampedusa sarà capace di custodire, esporre e raccontare la sua storia fatta di lavoro, passione, soccorso, accoglienza, sacrificio, passaggi, memorie.

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