Nasce l’arte contemporanea nella Napoli sotterranea con la Co.R.E. Gallery. Ad aprire il progetto: il ‘subconscio’ dell’arte di Saturno Buttò

 

Nella Napoli sotterranea, luogo suggestivo della città partenopea, il luogo ‘radice’ dalla quale nasce ‘il suolo’ della città, ‘ramifica’ un ulteriore gioiello dell’arte, questa volta contemporanea, che immediatamente dialoga e quasi ‘completa’ una storia lunga millenni e profonda 40 metri: da questo giugno nasce la Co.R.E. Gallery, acronimo di Contemporary Room Exhibit, di Napoli Sotterranea, uno spazio d’arte contemporanea realizzato dall’immaginazione i Arianna Ludovica Albertini (curatrice artistica e manager della Co.R.E), accessibile in Piazza San Gaetano, proprio uno dei punti da dove ha inizio il percorso lungo la Napoli sotterranea, quel mondo a parte ma basilare carico di magia, leggenda ed ancora mistero. L’idea è rivoluzionaria, regala una prospettiva ancestrale dell’arte contemporanea posta quasi in dialogo con  le sue origini, la Galleria è ricavata precisamente in una sala del 1600 accanto alla Basilica di San Paolo Maggiore.

È il genio di Saturno Buttò a dare il benvenuto al muovo ambizioso progetto, la prima mostra permanente ospitata alla Co.R.E. Gallery è difatti la sua “Saturnicore”, “Da sempre le mie figure hanno avuto a che fare con il sotterraneo. Dove altro potrei, idealmente, immaginare esposte le mie opere se non in una sala del ‘600 sovrastante rovine e vestigia antiche di Millenni della Napoli sotterranea, ‘luogo iniziatico’ per chi sa coglierne il fascino evocativo”, spiega Buttò, artista veneziano la cui arte per colori e provocazione sembra riportare al mondo di Caravaggio. Saturno Buttò è da sempre affascinato dal termine ‘sotterraneo’ per i suoi significati ed i significati di cui lui lo riveste, come quello del ‘subconscio’ umano che in modo affascinante egli lascia elevare, le sue opere sono una rappresentazione fisica e psicologica del corpo, corpi avvolti da, o che svelano, misteri, conflitti, trasgressioni, estasi, corpi che ‘vengono fuori’ dal loro erotismo negato e che esprimono nella loro bellezza quelle pulsioni che la società insegna a reprimere, corpi che vivono nel conscio il loro inconscio. Una perfetta ‘esalazione’ che meglio non poteva esprimersi che dal ‘sottosuolo’.

Il Concept alla base del nostro progetto è quello di proporre artisti che seguono una corrente che definiamo ‘underground’, intesa come la riscoperta di quello che c’è nel nostro subconscio”, spiega Albertini per quanto riguarda le intenzioni della Galleria.

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