“Non-finito, Infinito”, due arti e due periodi intrecciati

 

In una realtà incompiuta, fatta di paesaggi incompiuti dove dal sottosuolo affiorano frammenti di antichi reperti e sopra il suolo edifici mai terminati, e di interiorità incompiute quasi come se in fondo tutto l’l’incompiuto’ che ci circonda fosse metafora di noi stessi, la collaborazione tra lo scultore Paolo Delle Monache e il regista Benoit Felici, entrambi con a cuore il tema del frammento, dell’incompiuto, è la perfetta occasione per dar voce ad ‘non-finito’.

Le storiche aule X, XI, XI bis delle Terme di Diocleziano, Roma, ospitano una mostra visibile fino al 30 giugno dedicata ai due artisti contemporanei il cui titolo “Non-finito, Infinito” non poteva essere più rappresentativo. I due artisti, partendo da due percorsi artistici differenti ed anche inizialmente inconsapevoli l’uno dell’altro, si sono incontrati nel tema della loro autonoma ricerca: quello del non-finito, “Ne è scaturito un ibrido che ci ha fatto sentire come quei restauratori di sculture che trovano due frammenti di una stessa opera che combaciano tra loro ricreando un frammento più ampio ma comunque incompleto. Le nostre ricerche le abbiamo così immaginate sovrapponibili e complementari, si sono riconosciute tra loro nella parte mancante a cui approdano da due percorsi opposti”, affermano i due autori.

Paolo Delle Monache, appassionato principalmente del bronzo, nelle sue sculture rappresenta i luoghi del proprio vissuto e del proprio immaginato, teste-ritratto, corpo frammentati, ruderi moderni in un dialogo interessantissimo con i ruderi antichi delle Terme di Diocleziano nel quale sono allestiti; il francese Benoit Felici mostra, con il suo film ‘Unfinished Italy’ proiettato nell’aula XI bis, un paesaggio devastato da architetture incompiute, desolazione, abusi edilizi, dighe prive d’acqua, per un risultato dove le immagini proiettate accarezzano forme e sculture.

L’allestimento della mostra è curato da Maurizio di Puolo e Anna Ronghi, snodandosi nelle aule delle Terme di Diocleziano rende all’esposizione una maggiore suggestione poiché lo stesso luogo dell’evento conserva reperti di notevole valore storico, tra tombe, sarcofagi, mosaici e svariati elementi di memoria passata.

Non-finito, Infinito’ rappresenta un intreccio tra elementi apparentemente differenti, quasi contrapposti: dall’arte dei due artisti, all’allestimento dei ruderi moderni nei ruderi antichi, per un risultato dove il ‘tutto sommato’ è armonico e sensato.

Non-finito nei lavori edili, nelle strutture, nelle sculture, le statue di Delle Monache sono in fondo non finite anch’esse, il film di Felici non è finito, la mostra non è finita, chi riesce ad intendere questa atmosfera apparentemente slabrata, ‘non finita’, trova uno strano scrigno di perfezione”, afferma di Puolo.

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