‘Piccole Opere Umane. La fragrante espressione di un’intelligenza possibile’

 

Il tema del corpo umano ma trattato nella sua interiorità è ciò che indaga e propone ‘Piccole Opere Umane’, un progetto fotografico/performativo creato dalla complicità sensibile nonché artistica di Elisa Mucchi (curatrice, ideatrice del concept e del progetto performativo), Alessandro Passarini e Giulia Pasarin (artisti ed ideatori del progetto espositivo e fotografico).

Lo spazio espositivo, che sembra essere più che altro l’ambiente in cui i corpi in performance ed in fotografia si muovono, interagiscono, e quasi ne vengono completati, è quello di Delizia Estense del Verginese Portomaggiore, Ferrara. La rassegna è fruibile fino al 28 luglio.

Elisa Mucchi si chiede, ad introduzione del progetto, “E ancora possibile fermarsi ad osservare un corpo nella sua attività o inattività, coglierne la bellezza? Dove sta la bellezza?”, è proprio su questi interrogativi che si dipana l’esposizione e a questi interrogativi a cui la mostra risponde, e si propone di “Vedere queste Piccole Opere Umane come si guarda una pianta”.

Certamente i due artisti ‘vedono’, e quindi si esprimono con diverse, perché personali, sfumature sulla corporeità, ma l’asse di speculazione dell’arte sembra essere un innovativo, perché rinnovato secondo gli sguardi degli artisti, ‘antropocentrismo’. Corpi che scappano, corpi che si nascondono ma non per vergogna ma in piena consapevolezza di se stessi, corpi in movimento, in azioni che non ritraggono azioni bensì lo stato d’animo che c’è dietro a quel movimento, corpi astratti ma per essere reinseriti, corpi in mutazione, dediti al cambiamento. Corpi che in questo contesto sono diventati ‘piccole opere d’arte’ da osservare, capire, ‘leggere’, vivere.

Amministratore dell’evento: PasseArt.

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