Pittura e reinterpretazione, l’armonia di Veres Szabolcs

Prometeogallery di Milano, fino al 3 marzo, presenta la personale di Veres Szabolcs. Artista formatosi in Romania dove vive e lavora, le sue opere sono state esposte in importanti musei internazionali, come il MODEM e il MNAC di Bucarest, la Spencer Brownstone Gallery di New York. Insegnate di pittura alla Facoltà di Arte e Desing di Cluj-Napoca, Veres espone per la sua prima volta in una personale italiana.

Soggetto principale della sua arte è la figura umana, il punto di inizio è classico, ma la degenerazione che segue capovolge completamente le aspettative. I grandi dipinti che l’artista espone a Milano raccontano di figure umane che, partendo dal ritratto, trasfigurano in qualcosa di quasi inquietante, per mezzo del colore, difatti, le figure si fondono con il paesaggio per un risultato completamente scomposto, disarmonico e reinterpretato del loro aspetto originario. Quella di Veres Szabolcs è una ricerca di un’armonia “diversa”, di una reinterpretazione e trasformazione consapevole che si evince già dai disegni preparatori voluti nella mostra dallo stesso artista.

La tradizione ritrattistica, per secoli protagonista dei più grandi musei europei e impiegata fondamentalmente per mostrare le somiglianze dei soggetti, con Veres acquista un significato stravolto, quasi tormentoso, come se la figura straripasse oltre la sostanza fisica, lettura che riporta alla concezione aristotelica dell’ilemorfismo, da cui l’artista rumeno sembra essere stato influenzato.

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