“Pixar, 25 anni di animazione” in mostra al Pac di Milano

Dietro gli incredibili personaggi di successo della Pixar, una delle più importanti case cinematografiche che ha cambiato la storia dell’animazione digitale appartenente alla The Walt Disney Company, si nascondono migliaia di disegni e artisti sconosciuti al pubblico alle prese con i più tradizionali oggetti del mestiere quali pennelli, matite, colori.

Al Padiglione d’Arte Contemporanea (Pac) di Milano nella mostra ‘Pixar, 25 anni di animazione‘ che arriva direttamente dal MoMA di New York, si racconta il ‘dietro le quinte’ del cinema d’animazione, la firma degli artisti creatori.

La tecnologia è cuore, emozione. Per questo è giusto che venga esposta nei musei. L’animazione è stata considerata troppo a lungo come una faccenda da bambini, e ho sempre sognato che il nostro lavoro venisse considerato come un’opera d’arte al più alto livello. Siamo sempre stati all’avanguardia nel progettare nuove tecnologie, ma questa mostra fa vedere quanti disegni, bozzetti, collages e anche sculture siano necessari per fare un film”, afferma Oscar John Lasseter, ospite d’onore della mostra, anima creativa e tra i fondatori della Pixar.

Difatti ‘Pixar, 25 anni di animazione‘ svela il lavoro nascosto dei maestri di animazione mondiale, disegnatori che hanno dato vita a protagonisti quali Luxo jr, Cars, Toy story, Ratatouille, Wall-e,  attraverso circa 500 opere fra teche, maquette, proiezioni e sketch originali, divise in quattro sezioni: Personaggi, Storie, Mondi, Digital Convergence, e due speciali installazioni, l’Artscape e lo Zoetrope, che utilizzano la tecnologia digitale per far rivivere le opere in mostra nel percorso espositivo.

Per i visitatori sarà possibile, inoltre, vedere in anteprima assoluta le immagini del nuovo film Disney-Pixar ‘Brave, Coraggiosa e Ribelle‘, nelle sale dall’estate 2012.

Come dice John Lasseter: ‘l’arte ispira la tecnologia e la tecnologia ispira l’arte’. Direi quindi che Il mondo nuovo di immagini che oggi vediamo si ispira alla tradizione delle arti. Le avanguardie artistiche, nei primi del Novecento, hanno mostrato che l’arte aveva bisogno di mezzi nuovi. La computer art, negli anni ’60 e ’70, permise di raggiungere quella sinestesia di suoni, colori e immagini su cui le avanguardie si erano tanto interrogate. Quindi è l’artista che cerca soluzioni tecnologiche per risolvere i suoi misteri”, afferma Maria Grazia Mattei, curatrice della rassegna di Milano.

La mostra è aperta al pubblico dal 23 novembre al 14 febbraio.

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