Pochi giorni al termine di ‘Chardin. Il pittore del silenzio’

Sarà aperta ancora per qualche giorno (esattamente fino al 30 gennaio) la mostra dedicata al pittore francese Jean-Baptiste-Siméon Chardin.
La rassegna, iniziata il 17 ottobre 2010, ha luogo presso Palazzo dei Diamanti a Ferrara.

L’artista parigino è noto per essersi contrapposto alle norme accademiche in uso all’epoca. Con le seguenti parole egli compendiava il suo rivoluzionario modo di fare arte : “Ci si serve dei colori, ma si dipinge con il sentimento.”.

La prima esposizione mai consacrata all’artista nel nostro paese è stata pensata da Ferrara Arte, realizzata in collaborazione con il Museo del Prado di Madrid (prossima tappa dopo il debutto a Ferrara) e curata da Pierre Rosenberg, massimo esperto di Chardin, accademico di Francia e presidente-direttore onorario del Musée du Louvre.

Chardin (1699-1779) fin da subito ha rifiutato i dettami accademici evitando anche il tanto ricercato viaggio nel Belpaese.
L’artista, poi, non ha neanche mai percorso la strada più semplice che all’epoca si prospettava ai pittori ovvero dipingere i soggetti storici o mitologici.

E così egli scelse un genere allora considerato minore, quello della natura morta che gli permise nel 1728 di ricevere dall’Accademia reale di pittura e scultura il titolo di pittore specializzato “nella raffigurazione di animali e frutta”.

Successivamente Chardin decise di rappresentare anche figure inserite, però, in scene di interni nelle quali i domestici e i rampolli della borghesia francese vengono ritratti nelle più semplici attività di tutti i giorni.
I dettagli decorativi diventano superflui nella sua pittura, la quale diviene vera poesia del quotidiano!

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