Post-Classici. La ripresa dell’antico nell’arte contemporanea

 

L’arte antica è da sempre legata all’arte di dopo poiché ne è stata le fondamenta, ad esempio lo stesso concetto di ‘proporzione’, di ‘bello’ ha origine all’arte classica, spesso dunque attraverso citazioni, rielaborazioni, risignificazioni, l’arte antica è stata ripresa dall’arte moderna e contemporanea.

Fino al 29 settembre in una cornice d’eccezione quale il Foro Romano e il Palatino, Roma, si rispetta o trasgredisce la classicità ma non secondo concetti neo-classici o post-moderni, bensì ‘Post-Classici’, come richiamo dell’antico “inteso come fonte di valori assoluti, bellezza, armonia, perfezione, misura, sapienza che vengono reinterpretati in chiave moderna”, spiega Vincenzo Triore, curatore della mostra intitolata “Post-Classici. La ripresa dell’antico nell’arte contemporanea”.

Non si tratta, dunque, di un elogio del classicismo, ma di un legame dal quale si tratteggiano ‘trame’ future.

Sono 17 gli artisti che partecipano al progetto espositivo, presenze eclettiche, dai maestri dell’arte povera come Pistoletto ai giovanissimi Alis/Filliol, ZimmerFrei, dai fotografi come Biasucci ad identità ‘indipendenti’ come Aquilanti ai protagonisti della trans avanguardia come Parmiggiani, e tantissimi altri.

La mostra gode del fascino suggestivo della sua sede espositiva, le opere infatti sono ospitate tra il Foro e il Palatino, nel tempio di Romolo, nel tempio di Venere, alla Vigna Barberini, allo Stadio Domiziano, al cripto portico neroniano, al Museo Palatino, e si raccontano accanto alla maestosità di resti antichi.

Post- Classici”, promossa dalla Soprintendenza dei Beni Archeologici di Roma e da Electa, è dunque un percorso, quasi interamente en plain air, lungo la storia, ed al contempo una passeggiata di contemporaneità che lascia il suo segno nell’antico.

  

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