Presunte scoperte e relative smentite circa gli enigmi della Gioconda

Continuano gli studi e le presunte scoperte circa il mistero che avvolge la Gioconda di Leonardo da Vinci.

Qualche tempo fa abbiamo pubblicato un articolo sulla rivelazione riguardante le presunte lettere (LV nell’occhio destro e CE o B in quello sinistro) presenti negli occhi della donna e il numero 72 posto al di sotto del ponte.
Di seguito a tali congetture giungono le risposte del critico d’arte Vittorio Sgarbi, il quale non solo confuta l’attendibilità di tali studi ma sottolinea le intenzioni speculative e l’astuzia di Vinceti (Presidente del Comitato Nazionale per la Valorizzazione dei Beni Storici, Culturali e Ambientali) asserendo: “Sono forme di vampirismo. Queste persone si attaccano ad un autore importante soltanto per far parlare di sé”.

Altro elemento enigmatico, oltre all’identità della protagonista, è il paesaggio ritratto alle sue spalle.
La studiosa Carla Glori sostiene che lo scenario rappresenti il borgo piacentino di Bobbio e che il numero 72 si riferisca all’anno (1472) in cui è avvenuta la distruzione del Ponte Gobbo a causa dell’onda di piena del Trebbia.
Tale tesi, però, viene messa in dubbio da Martin Kemp, massimo esperto di Da Vinci ed ex professore a Oxford, poiché sembra provenga da ‘Il codice Da Vinci’ di Dan Brown, nel quale la Monna Lisa conteneva indizi nascosti sul nascondiglio del Sacro Graal.

Anche il quotidiano britannico The Daily Telegraph rifiuta tali teorie, in quanto ritiene che il paesaggio sia frutto della creatività dell’artista e che i presunti simboli apparsi non sarebbero altro che crepe formatesi nel corso dei secoli.

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