Questione antichità trafugate, il Getty Museum restituisce l’Atleta di Fano

Uno dei problemi particolarmente sentiti in un paese ad alta densità culturale come il nostro è il traffico di opere d’arte ed il saccheggio di siti archeologici.

Nel 2011 è stata la Venere di Morgantina a ‘tornare a casa’, esattamente in Sicilia al Museo Archeologico di Aidone, negli anni ’80 l’opera venne rubata e portata all’estero dove rimase presso il Getty Museum di Malibù per circa 30 anni.

Il Museo di Los Angeles risponderà ora di un’altra restituzione, quella dell’Atleta di Fano.

La statua è stata a lungo oggetto di un giallo di archeologia subacquea, naufragò probabilmente nel medio Adriatico insieme alla nave che la stava trasportando dalla Grecia verso l’Italia e venne ritrovata in mare nel 1964 dal peschereccio “Ferruccio Ferri” a largo di Fano. Dopo alcune trattative e tentativi di offerta al mercato nero, l’opera fu acquistata illegalmente nel ’77 in California dal Getty Museum.

La paternità dell’Atleta di Fano, conosciuto anche come “Atleta Vittorioso”, “Atleta che si incorona”, “Victorius Younth”, è stata attribuita solo di recente allo sculture greco Lisippo, sia in base a considerazioni di tipo stilistico, sia in base alla datazione accertata tra il IV e il II secolo a.C, ricavata grazie al metodo del carbonio14. Le dimensioni della statua bronzea, realizzata secondo la tecnica della fusione a cera persa, sono di altezza 151,5 cm (escludendo i piedi che non sono presenti) per un peso di circa 50 kg, la figura del giovane Atleta rispecchia infatti le ‘proporzioni del vero’ care a Lisippo, Plinio tramandava che lo scultore greco interrogato circa l’artista che prendeva a modello rispondeva “Non un artista bisogna imitare, ma la natura”, Lisippo pertanto rivoluzionò i canoni di ‘bellezza ideale’ tipici di Policleto e creò un nuovo canone compositivo, quello del vero, anche uomini comuni potevano essere un modello.

Ancora non c’è un accordo tra il nostro Ministero per i Beni Culturali e il Museo californiano per la restituzione dell’Atleta di Fano. Ma sulla scia degli scandali suscitati nel tempo dall’acquisizione di numerose antichità saccheggiate, il Getty Museum si è fatto carico di un’attività di verifica della provenienza delle opere attualmente presenti nelle sue collezioni e di pubblicarne i risultati nel database online del Museo.

A proposito di furti d’arte e mercato nero, nascerà sul web WikiLoot, la prima piattaforma on line che ha come obiettivo quello di contrastare il commercio illegale di antichità. Grazie al meccanismo del Crowdfunding (Crown=folla, Funding=finanziamento), WikiLoot è destinata a diventare un’enorme banca dati pubblica sul traffico illecito di opere, e per funzioni, contenuti e grafica ricorderà Wikipedia.

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