Renzo e Saulo Scopa, doppia personale ad Apecchio

La maschera dell’uomo” e “Fotografie e cortometraggi” sono le due retrospettive rispettivamente di Renzo Scopa e Saulo Scopa, padre e figlio, ospitate fino al 7 ottobre nelle sale di Palazzo Ubaldini, esempio di architettura rinascimentale recentemente restaurato, ad Apecchio con il patrocinio della regione Marche.

La maschera dell’uomo” venne presentata negli scorsi anni a Perugia, Urbino, Roma e propone per questa mostra 50 opere, tecniche miste, acrilici, acqueforti, dipinti ed opere su carta, che raccontano tutte le fasi creative dell’artista.

Nei 50 anni di attività di Renzo Scopa emerge il suo temperamento innanzitutto di disegnatore ed incisore, due attività che contraddistinguono la sua produzione artistica. Dagli anni ’60 si dedica alla pittura, successivamente elabora una tecnica pittorica “vibrante” fatta di gesti rapidi ed infine, nell’ultima stagione della sua attività, l’atto del dipingere diventa lo sgocciolamento del colore, il groviglio cromatico attraverso il quale esprime “drammaticità”.

Un tema ricorrente, nella diversità delle composizioni, sembra essere quello della crocifissione intesa come metafora universale del dolore, della violenza, temi attuali a cui l’uomo dei nostri tempi è soggetto.

L’uomo contemporaneo e le sue fragilità, la sua inquietudine, i suoi stati di tensione, le sue difficoltà, sono le tematiche affrontate anche da Saulo Scopa attraverso “Fotografie e cortometraggi”, 40 fotografie in bianco e nero e a colori con una seconda sezione che prevede la proiezione di 4 cortometraggi e di un documentario da lui scritto e diretto, che raccontano la vita in Italia di quattro famiglie di immigrati e testimoniano i 20 anni di carriera di Saulo.

Le due mostre con le loro “due voci” diventano così lucide interpreti del proprio tempo.

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