“Riflessi d’Oriente, dal VI secolo a.C all’epoca moderna”, conoscere la Cina e dintorni attraverso gli Specchi

Lo specchio è un oggetto adoperato comunemente da tutti i paesi, ma ogni cultura dall’alba dei tempi lo ha connotato di svariate valenze e significati fino a rivestirlo di simbologie che lo esulano dal mero uso pratico e lo proiettano nel campo della superstizione, della magia, della psicologia, della spiritualità. Naturalmente le caratteristiche riflettenti del “verso” dello specchio sono le stesse in tutto il mondo, quello che ne decreta le differenze è il “recto”, che stimola la fantasia, la creatività, e lo connota di fascino.

Nella sola cultura occidentale la parola “specchio” comporta un’infinità di associazioni mentali che riportano nel campo dell’arte, della letteratura, del mito, della religione come accade solo per pochi altri oggetti d’uso quotidiano. Per altri universi culturali, come quello orientale, i simbolismi legati agli specchi possono essere altrettanto ricchi e complessi. A differenza della cultura occidentale che tende a dare al recto dello specchio meno importanza rispetto al lato riflettente, in Asia orientale alle due facce dello specchio viene prestata la medesima attenzione, con il retro che diventa supporto privilegiato per raffigurazioni.

Al MAO, il Museo d’Arte Orientale di Torino, una mostra intitolata “Riflessi d’Oriente” svela tutti i segreti degli specchi in Cina e dintorni. Attraverso i circa 125 specchi esposti, molti provenienti da un’importante collezione privata torinese, si offrirà al pubblico la possibilità di conoscere il fascino e l’importanza di veri e propri capolavori di tecnica metallurgica, di seguire il cammino evolutivo che tali decorazioni hanno percorso nel tempo, quindi i valori sociali e culturali che hanno caratterizzato le diverse fasi della lunga storia artistica della Cina, nonché di sviluppare spirito riflessivo osservando le differenze ed i parallelismi tra Oriente ed Occidente.

Il nucleo centrale della mostra, fruibile fino al 24 febbraio 2013, sono gli specchi prodotti in Cina dal V secolo a.C al X secolo d.C, lasso di tempo di maggiore interesse e sperimentazione nei confronti degli specchi, che ebbero una grande diffusione nei paesi vicini grazie all’eccellente tecnica fusoria tra le più avanzate del pianeta e al mistero delle loro raffigurazioni lavorate a basso rilievo, a mezzo rilievo, con un’infinità di motivi decorativi.

“Riflessi d’Oriente” è la prima mostra in Italia che ricostruisce uno dei più importanti capitoli della storia artistica cinese attraverso lo specchio, uno dei suoi simboli più rappresentativi.

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