Ripartono i ‘Martedì Critici’ al Chiostro del Bramante

 

Un innovativo modo di proporre l’arte che da tre anni a questa parte sta diventando quasi tradizione, sono ripartiti i “Martedì Critici”, il ciclo di appuntamenti d’arte interagente caratterizzati da incontri di dibattito e confronto tra opere, artisti, critici, tutti sullo stesso piano, senza alcuna gerarchia poiché i confronti sono incentrati fondamentalmente su un primario concetto: la partecipazione.

Sulla scelta del ‘martedì’ un po’ di ispirazione mi è venuta dai ‘mardis litteraires’ di Mallarmè… inoltre la parola ‘martedì’ contiene la parola ‘arte’, dunque racchiude già quasi il senso del progetto… infine nei detti popolari si usa dire ‘lunedì nero’ e così il martedì non può essere che critico!”, racconta il ‘capitano’ e ‘padre’ degli incontri Alberto Dambruso.

I Martedì Critici ripartono al Chiostro del Bramante con nuovi artisti e nuove riflessioni, dopo Mario Cerori, l’artista che il 17 settembre ha dato inizio al nuovo ciclo di appuntamenti, il 24 settembre sarà la volta di Nanni Balestrini, il 1 ottobre seguiranno Giancarlo Limoni, l’8 Pietro Mottola, il 15 Bruno Ceccobelli, il 22 Roberto Pietrosanti, il 29 Bruna Esposito. Dopo Roma, a novembre e dicembre, ed ancora tra febbraio e marzo 2014, i Martedì Critici si sposteranno, come è ormai consuetudine, a Milano presso il Museo Pecci, con date ed artisti in via di definizione.

C’è bisogno assoluto di parlare di arte italiana, perché noi italiani soffriamo di esterofilia e tendiamo a sottovalutare l’arte dei nostri artisti, che invece io ritengo essere superiore (…) La ricerca degli italiani non era da meno degli americani ed è tutt’ora di primissimo piano– racconta Alberto Dambruso- I Martedì Critici hanno oltretutto colmato una lacuna, mancava da tempo un luogo in Italia dedicato alla riflessione sull’opera, un posto di ritrovo tra artisti, storici dell’arte, appassionati, curiosi dove poter vivere un’esperienza di arricchimento (…) Abbiamo voluto tentare una mappatura sull’arte di spessore prodotta in Italia dagli anni ’60 ad oggi, facendola raccontare direttamente dagli artisti in vita. Ciò che rimarrà sarà un grande archivio per la memoria storica”.

Sono quasi 100 gli artisti presentati negli anni ad oggi, ciascuno dei quali è riuscito a fornire il suo contributo culturale, artistico, mentale.

Auspici futuri: invitare artisti internazionali, portare l’evento anche all’estero, rendere questi appuntamenti fruibili nel maggior modo possibile, ad esempio attraverso la tv.

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