“Scipione Pulzone, da Gaeta nel Mediterraneo alle corti del tardo Cinquecento”

 

La città di Gaeta, presso il Museo Diocesano, dedica un’eccezionale progetto espositivo al maestro Scipione Pulzone la cui formazione culturale ed artistica avvenne proprio a Gaeta, sua città natale.

Un’occasione di confronto, dunque, tra arte e territorio dove la realtà artistica laziale trae valorizzazione dagli importanti capolavori in mostra, oltre che a fornirne attraverso il suo naturale contesto in cui li inserisce.

Scipione Pulzone. Da Gaeta nel Mediterraneo alle corti del tardo Cinquecento”, curata da Alessandra Acconci, Anna Imponente, fruibile fino al 27 ottobre, è la prima mostra interamente dedicata alla produzione del maestro. “È Scipione Pulzone molto eccellente nel fare i ritratti di naturale e talmente sono da lei condotti che paion vivi… ancora non meno vale nel fare hostorie et altre pitture”, è quanto scrisse Raffaello Borghini, il primo biografo di Pulzone, circa i due tratti distintivi del maestro: le capacità figurative espresse attraverso l’attività ritrattista e la produzione di opere a carattere religioso. Ed è proprio su questi due peculiari talenti che è incentrata la mostra di Gaeta, divisa in sei sezioni che seguono un criterio cronologico tematico: la prima è dedicata agli esordi e comprende dipinti dell’età giovanile; segue la sezione dedicata alle opere commissionate ai Medici, fondamentalmente ritratti; la terza rappresenta la tipologia di icona devozionale di grande successo; la quarta è dedicata alla produzione di arte sacra; la quinta sezione riguarda la committenza della famiglia Colonna; infine la sesta sezione è dedicata ai ritratti di Papi e Cardinali, nella cui produzione si evidenzia l’indiscussa fama di Scipione.

“Scipione Pulzone, da Gaeta nel Mediterraneo alle corti del tardo Cinquecento”, è il frutto di eccezionali prestiti di Musei e Gallerie internazionali.

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