“Serrande d’autore” a Torino, la voce della crisi

 

La street art da sempre rappresenta la ‘voce’ della contemporaneità. Nato negli anni ’70 come moto di rivolta delle grandi metropoli americane, il ‘graffitismo’ si esprime, dalle coscienze, preferibilmente con colori spray dalle tonalità sgargianti, su supporti cittadini come muri, edifici, sottopassaggi, a volte mezzi pubblici come metropolitane.

La street art è spesso l’espressione di un ‘bisogno’ da comunicare, è la crisi economica in corso che dà dita alle “Serrande d’autore” a Torino. Il capoluogo piemontese negli ultimi tempi ha visto le saracinesche di molte attività commerciali chiudere definitivamente con le loro imprese fallite a causa della crisi economica nazionale, ed è così che Torino invita street artist di tutta Italia a creare 40 opere d’arte a cielo aperto utilizzando come supporto proprio le saracinesche dei negozi ormai chiusi. L’intervento si svolgerà a tappe  da maggio a novembre: dai giorni del Salone del Libro (dal 16 al 20 maggio), fino all’apertura di Paratissima 2013, la ‘kermesse d’arte’ che porta opere di giovani creativi on the road e non solo nella sua nuova sede espositiva all’ex Moi.

Gli artisti sono e saranno chiamati a confrontarsi su neologismi, nuove parole del ‘vocabolario allargato’ di Andrea Bajani, 10 le parole di nuovo conio create da 22 studenti sotto la guida dello scrittore per illustrare la contemporaneità: Eteriderio, Monetica, Linkotico, Disfuturi, Subizionista, Sovravvivere, Onnifood, Demolitica, Disonestar, Svivere.

Il progetto è sotto la direzione artistica dell’Associazione il Cerchio e le Gocce, ed in un certo senso racconta anche di come la ‘crisi’ economica non tocchi mai l’arte che, anzi, va oltre, e sugli stessi simboli della crisi si ispira e vive.

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