Stanley Kubrick. Visioni e finzioni (1945-1950). Cinque anni da grande fotografo

Ancora pochissimi giorni per poter apprezzare la rassegna intitolata “Stanley Kubrick. Visioni e finzioni (1945-1950). Cinque anni da grande fotografo”, iniziata lo scorso 7 maggio.

La mostra, la cui curatela è stata affidata a Rainer Croner, si tiene presso Palazzo Magnani di Reggio Emilia.

In esposizione vi sono ben 130 fotografie scattate dal regista d’origine statunitense e conservate ora nella Library of Congress di Washington e nel Museum of the City of New York.

Questi ultimi custodiscono ancora oltre 20.000 scatti realizzati da un giovanissimo Kubrick, ma già promettente grande fotografo in grado di attestare la quotidianità di un’America che usciva da una disastrosa guerra mondiale.

Il regista raggiungeva l’intento per mezzo delle storie di celebri personaggi quali Rocky Graziano e Montgomery Clift, le inquadrature ironiche e particolarmente ammalianti in quella che di lì a breve sarebbe diventata la capitale mondiale, New York, o anche attraverso la vita dei musicisti dixieland.

Il grande regista ereditò dal padre la passione per gli scatti, anche se questa scemò nel giro di un lustro.
Il suo primo scatto (raffigurante un edicolante addolorato per la morte di Roosevelt) fu pubblicato il 26 giugno del 1945 e colpì talmente tanto i direttori di Look che questi ultimi gli offrirono l’occasione di entrare a far parte della rivista in qualità di fotoreporter.

Per poter cogliere i soggetti in piena naturalezza, Kubrick attuava degli escamotage quali nascondere il cavo della macchina fotografica nella manica della giacca ed azionare l’otturatore con un interruttore nascosto nella mano.

Leave a Comment

Tempo esaurito. Ricarica il codice!