“Tempo interiore” di Rosy Rox vince il Concorso “Un’Opera per il Castello”

 

E’ alla sua seconda edizione il Premio “Un’opera per il Castello”, curato da Angela Tecce, concorso che si propone sia come una possibilità di espressione per giovani artisti, sia come mezzo per selezionare un progetto artistico per Castel Sant’Elmo, il maniero medioevale che dalla collina vomerese, Napoli, sembra dominare la città, il mare, le strade, e che ha avuto nel corso del tempo un ruolo fondamentale per la diffusione dell’arte contemporanea, ruolo consolidato soprattutto con l’apertura nel 2010 del museo ‘Novecento a Napoli’, il contemporaneo tra l’altro in perfetto dialogo con l’arte antica incarnata dallo stesso edificio.

Alla sua seconda edizione il Concorso ha come tema “Lo spazio della memoria-La memoria dello spazio”. E’ “Tempo interiore”, l’opera della napoletanissima artista Rosy Rox, a vincere la II edizione di “Un’Opera per il Castello”, la scorsa e I edizione fu vinta da “Anastatica sensibile” di Daniela di Maro. La giuria ha decretato vincitrice l’opera di Rox per “Il valore artistico e per aver centrato e sviluppato il tema”.

“Tempo interiore” è una scultura-orologio le cui tre lancette sono tre affilate lance, lame di coltelli, simbolo perfetto per segnare un tempo disumano perché impazzito, difatti il loro movimento non segna la convenzionale lineare realtà scandita da secondi, minuti, ore, bensì una sorta di sur-realtà circolare scandita da passato, presente, futuro: l’orologio di Rosy Rox procede contemporaneamente in senso orario ed antiorario, proprio come un tempo della memoria.

L’istallazione suggerisce apparentemente ebrezza, caos, un’opera che potrebbe piacere ad un pubblico di ogni tempo, magari Nietzsche la chiamerebbe ‘Il dionisiaco delle cose’, simbolo del ‘si’ totale alla vita, egli infatti rifiutava la linearità del tempo come catena di momenti dove dunque nessun momento vissuto ha in sé l’autosufficienza, l’appagamento totale ma ognuno ha un senso solo in funzione di altri momenti, e viceversa sosteneva un tempo circolare concepito come eterno ritorno dove la felicità non è all’infuori dell’essere ma nell’essere stesso che vive ogni momento in totale accettazione come se tutto dovesse ritornare; ed ancora Dalì forse ne vedrebbe con orgoglio quella relatività del tempo e dello spazio, quel tempo della memoria, lontano dalle convenzionali e fisse regole scandite da un comune orologio, che egli tentò di comunicare attraverso la sua arte ed i suoi famosissimi ‘orologi molli’.

La scultura-orologio di Rosy Rox è stata concepita per l’orologio della piazza dell’Armi da tempo sprovvisto di lancette, è stato così agganciato alla struttura del vecchio quadrante dell’edificio e da lì domina e scandisce il tempo di piazza e città.

Tempo interiore”, come prevede il Premio per il vincitore del concorso, è stato acquistato dalla Soprintendenza per entrare a far parte della collezione permanente di Castel Sant’Elmo.

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