Tessuti plasmati dalle mani di Roberto Capucci

Un Museo, una Fondazione, una mostra che hanno un unico comune denominatore: Roberto Capucci, grande firma della moda nazionale ed internazionale, definito da Dior “Il miglior creatore della moda italiana”, promotore di un messaggio in difesa della bellezza, noto per l’originalità delle sue creazioni indossate, nel tempo, da grandi celebrità.

Per tutto il 2013, fino ancora dunque al 31 dicembre, Villa Bardini, sede della Fondazione e del Museo dedicati interamente al designer, sarà anche luogo di un nuovo allestimento: la mostra titolata “Dalle mani di Roberto Capucci. Tessuti da plasmare”. Il percorso espositivo, in perfetta lunghezza d‘onde con lo spirito della sua sede, si propone come un dialogo tra a creatività dell’artista della moda e le stoffe; stili, ricerche, effetti, materiali accostati, sperimentati, ‘plasmati’ dal maestro fino a diventare quasi degli abiti-oggetti… sculture.

La mostra si dipana attraverso tre sezioni, ognuna delle quali raccoglie ed espone diverse tipologie di abiti: dalla morbidezza del jersey, della georgette in stile peplo della prima sezione che vanta ‘Calla’ un abito-scultura in raso bianco con effetto che ricorda il fiore che l’ha ispirato; alla spinta creativa che trasforma il taffetas in coni di rilievo, o il raso bianco alternato al raso multicolore della seconda sezione in cui a farla da protagonista sono giacchini e boleri; fino alle volumetrie e agli effetti cangianti spettacolari della terza sezione articolata tra drappeggi, onde, spirali, volute, orli ed una ricchissima varietà di colori.

Gli abiti in mostra, dunque delle vere e proprie opere d’arte, sono realizzati tra la seconda metà degli anni ’50 e i primi degli anni ’90 e già presentati in contesti internazionali, e descriveranno ancora le ‘visioni di stile’ del loro ‘demiurgo’.

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