Un Caravaggio restaurato ed esposto a Palazzo Braschi

La Resurrezione di Lazzaro”, la celebre tela di 380 x 275 cm dipinta da Caravaggio agli inizi del ‘600 e conservata al Museo di Messina , verrà esposta dal 16 giugno al Museo di Palazzo Braschi, Roma, dopo mesi di restauri.

La pala fu realizzata da Michelangelo Merisi nel 1609, per commissione del mercante genovese Giovanni Battista de’ Lazzari, l’intento era quello di ornare la cappella maggiore della chiesa dei Padri Crociferi. L’immane tela raffigura l’episodio del Vangelo di Giovanni, l’atto di “rinascita” di Lazzaro che, obbedendo ad un gesto imperativo di Gesù, viene improvvisamente investito da una luce salvifica che gli scioglie i muscoli paralizzati e gli ridona il movimento, la vita. Anche in questo dipinto la luce è simbolo della Grazia ed ha un ruolo fondamentale. Dietro l’indice di Cristo, quest’opera rivela anche la presenza auto-ritratta dello stesso Caravaggio che, raffigurato a mani giunte, assiste al miracolo.

Nel corso del tempo, soprattutto dopo le ridipinture settecentesche, l’opera ha subìto l’ingiallimento delle vernici al punto da essere considerata un’opera di incerta autografia. In verità si tratta di una delle poche tele la cui attribuzione è documentata anche dalle antiche fonti messinesi.

Grazie al complesso restauro dell’Iscr (Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro) “La resurrezione di Lazzaro” ha guadagnato una nuova leggibilità: è stato accentuato il contrasto luce e ombra, oltre al pathos drammatico generato da esso, risultano più nitide le originali cromie e tornano più definiti alcuni dettagli come l’autoritratto del Merisi, il profilo di Cristo, le braccia spalancate di Lazzaro.

Dal 22 luglio, l’opera sarà restituita a Messina dove rimarrà esposta al Museo Regionale.

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