Vanitas. Lotto, Caravaggio, Guercino nella Collezione Doria Pamphilj

Un tema attualissimo ed intramontabile quello proposto dalla mostra intitolata ‘Vanitas’, presentata dalla Società Arti Doria Pamphilj nel Palazzo di famiglia in via del Corso, nella città capitolina.

L’esposizione, ideata da Massimiliano Floridi e curata da Francesca Sinagra, affronta uno dei crucci dell’uomo ma allo stesso tempo una delle innegabili certezze che l’essere umano ha sempre avuto: la caducità delle cose terrene.

La rassegna, iniziata il 21 maggio, esporrà fino al 25 settembre lavori di Caravaggio, Domenico Fetti, Lorenzo Lotto, Mattia Preti, Jusepe de Ribera, Andrea Sacchi e tanti altri artisti.

Il tema è affrontato trasversalmente, toccando vari ambiti: dalla storia alla cultura, dalle origini cristiane alla riflessione filosofica fino ad arrivare alle rappresentazioni allegoriche in pittura e in oggetti d’uso comune quali orologi settecenteschi che ricordano la transitorietà della vita.

Il fulcro della rassegna è il cardinale Benedetto Pamphilj, il quale è celebre per essere stato un fortunato mecenate di artisti e musicisti oltre che poeta.

La rassegna è stata suddivisa in sezioni, in base agli elementi legati al tema della ‘Vanitas’.

La prima sezione espone una selezione di nature morte, le quali sono state adoperate spesso per raffigurare la caducità terrena.

Nella seconda sono presenti lavori attinenti all’ambito religioso, mentre nella terza si hanno ritratto, teschi, orologi, fiori e sarcofagi.

Vi è, inoltre, una collezione di orologi, reliquie, piccoli oggetti decorativi, stampe e libri che da secoli svolgono la funzione di ammonimento all’interno di palazzi e di cappelle di famiglia.

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