Venezia mostra l’eclettico Piranesi

La Fondazione Giorgio Cini torna ad onorare il talento di Giambattista Piranesi (Venezia 1720 – Roma 1778), artista tra i più complicati, eclettici e per questo affascinanti del Settecento europeo. La rassegna, proprio per la complessità dell’artista, è suddivisa in varie sezioni: La produzione giovanile e l’eredità; Piranesi archeologo; Piranesi architetto, teorico, polemista; Piranesi studioso dell’ingegneria antica; Piranesi antiquario, decoratore, designer; Gabriele Basilico sulle orme di Piranesi vedutista. Per quasi tre mesi (dal 28 agosto al 21 novembre) il pubblico potrà addentrarsi nella “mente nera” dell’artista (secondo la celebre definizione di Marguerite Yourcenar) e cercare di captarne l’intensa creatività al limite dell’ossessione. Lo potrà fare accedendo alla torre nella quale vengono proiettate in 3D le Carceri d’Invenzione, ovvero affascinanti architetture mentali e visionarie in bilico tra scenografia barocca e capriccio di fantasia. Il visitatore verrà catturato anche da circa trecento stampe, scelte dalla raccolta completa conservata presso le collezioni grafiche della Fondazione Giorgio Cini, e da una serie di creazioni moderne che mettono in evidenza l’impronta e l’indole di Piranesi, quella tendenza spontanea e portata quasi all’esasperazione a contaminare i repertori formali antichi con quelli moderni. Presenti anche alcune “riproposizioni” realizzate all’uopo da Adam Lowe e dall’Atelier Factum Arte: restituzioni tridimensionali in materiali preziosi di alcune invenzioni piranesiane.

La mostra, la quale ha luogo nel Centro espositivo dell’Isola di San Giorgio Maggiore (Venezia), è stata concepita dall’architetto Michele De Lucchi e prodotta dalla Fondazione Giorgio Cini in collaborazione con Atelier Factum Arte, il laboratorio madrileno di Adam Lowe, e con Accenture come partner tecnologico.

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