YVES KLEIN, Judo e Teatro Corpo e Visioni

Il pittore deve creare costantemente un solo unico capolavoro, sè stesso”, afferma Yves Klein, artista francese, una figura atipica, difficile da collocare entro i limiti di una qualsivoglia corrente artistica. Klein fu tra gli ispiratori del Nouveau Realisme.

L’artista, abituato a provocazioni in perfetto stile dada, aprì la strada alla performance art mettendo in scena il corpo, l’azione, il movimento.

Nato a Nizza nel 1928, morì alla giovane età di 34 anni, il 6 giugno del ’62.

Palazzo Ducale di Genova realizza una mostra sulla figura e le opere di Yves Klein, che inaugura proprio il 6 giugno, a 50 anni esatti dalla morte dell’artista.

Se si pensa all’artista di solito si approda ad “Yves le Monochrome”, il modo in cui iniziò a firmarsi nei suoi lavori monocromi, convinto che la monocromia era l’esito ultimo della ricerca pittorica e che il colore aveva valore per sé. Perchè fosse solo il colore ad avere importanza, Klein iniziò a fare uso di una particolare resina in commercio che, opportunamente diluita, riusciva a mantenere la specificità del colore, creò così la tonalità “blu”, l’unica che avrebbe usato, la brevettò (IKB, International Klein Blue) e la definì “l’espressione più perfetta del blu”.

La mostra sarà incentrata, invece, su un aspetto poco indagato dell’artista: le opere d’arte realizzate come performance teatrali che sorpresero e scandalizzarono Europa e America, il Klein performer e la disciplina del Judo e del Teatro, elementi “dinamici”, ispiratori della sua vita artistica.

Intitolata “Judo e Teatro, Corpo e Visioni”, la rassegna nasce da un’idea di Sergio Maifredi, uomo di teatro e cintura nera di judo, esattamente come lo stesso Yves, che ha curato l’iniziativa con la collaborazione di uno dei critici d’arte e maggiori esperti della figura dell’artista francese, Bruno Corà, e Daniele Moquai fondatore degli Archivi Klein a Parigi.

Nella mostra, che si protrarrà fino ad agosto, ci saranno: documenti, oggetti, immagini (in kimono, sul tatami), la sinfonia monotòna scritta da Klein, video, testimonianze inedite provenienti da archivi e gallerie private, testimonianze del fenomeno del “teatro immateriale”, la pittura Blu, e alcune opere della moglie.

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